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 i Tacchi d'Ogliastra 

In geologia  i TACCHI sono affioramenti di roccia, tipicamente di calcare e dolomia. La loro origine risale al mesozoico e sono il risultato del ridimensionamento degli antichi tavolati che, profondamente incisi, hanno dato origine a formazioni tabulari più o meno ampie. I Tacchi si formano con l'erosione millenaria, per azione degli agenti atmosferici, ma principalmente dell'acqua; spesso sono diventati degli altopiani dalla morfologia tormentata e irregolare.

          

 In Italia se ne hanno diversi esempi in Sardegna nelle regioni dell' Ogliastra, della Barbagia e del Sarcidano. In Ogliastra dalle falde meridionali del massiccio del Gennargentu partono, come una catena montuosa, i “Tacchi” e “tonneri”, erte pareti calcaree che, con Perda Liana (1293 m.), Montarbu (1304 m.) e P. Margiani Pubusa (1323 m.), dominano profonde vallate solcate dai ruscelli immissari del Flumendosa e che interessano i comuni di Gairo, Seui, Ussassai, Osini, Ulassai, Jerzu, Perdasdefogu e Tertenia. Possono essere pressoché pianeggianti o irregolarmente ondulati, con pareti verticali più o meno alte, a guardia delle valli e dei pendii scistosi sottostanti. I bordi possono configurarsi in muraglie dal regolare sviluppo, lunghe anche diversi chilometri, oppure possono sfrangiarsi irregolarmente isolando dentellature, pinnacoli ed altre sporgenze di varia forma. Ai piedi delle pareti sono osservabili massi di grandi dimensioni e frammenti crollati per la mancanza di un appoggio al piede, anche in tempi recenti. Il fenomeno dei Tacchi giunge con un’ultima lingua fino a Jerzu (Corongiu, 1008 m.) e Tertenia (M. Arbu, 812 m.). Il termine “tacco” distingue appunto il bordo roccioso verticale che delimita, sia gli altipiani sia le cime di questi monti. Questi altipiani calcarei sono caratterizzati dal fenomeno carsico che erodendo la massa rocciosa ha generato numerose grotte. Alcune sono d’interesse scientifico, come la grotta di Orroli e di Serbissi a Osini e quella di Ulassai Su Marmuri, molte altre minori sono disseminate tra il territorio di Perdasdefogu, Jerzu, Ulassai, Osini e Gairo conosciute e visitate dai pochi appassionati e conoscitori. Le rupi ospitano spesso rarità ed endemismi di notevole interesse, nei luoghi più freschi e semiombrosi è possibile riscontrare importanti presenze quali il tasso, l'agrifoglio, il carpino nero e l'orniello.

 

 

 

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